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martedì, 30 giugno 2009

Una corretta indignazione

Oggi ho visto la foto di Neda, la ragazza iraniana uccisa.
E' un grande giorno per me e la mia sensibilità. Non vedo l' ora di mostrare in pubblico la mia indignazione civile, per l' occasione ho rispolverato una delle mie espressioni più corrucciate.
Grazie alla mia politicamente corretta 'coloreria italiana' la mia t-shirt arancione pro-Tibet è diventata la mia t- shirt verde pro-Iran.

Il regime vacilla dopo le foto di una ragazza sedicenne.
E Zappadu non c' entra nulla.

Guardavo  gli occhi della ragazza, sembrava quasi mi seguisse con lo sguardo, come quei quadri.
Ne ho fatto un poster, l' ho messo in camera.
Dopo qualche ora mi metteva ansia, io uscivo, poi tornavo e il poster era lì a fissarmi.
Le ho appeso un burka in fronte con un chiodo, come un novello Ponzio Pilato.
Ora la mia Neda, non mi guarda più con sguardo severo. Se ne sta lì con la sua stigmate in fronte. Ha capito che io non posso farci niente. Credo mi abbia perdonato.

Non penso più a niente, l' unica cosa che mi chiedo è:
Come sarebbe stata la rivoluzione bolscevica del '17 con Twitter?

Ieri c'è stata una festa nel mio palazzo.
Tutti i simboli che mi sono venuti in mente hanno deciso di fare baldoria a pochi metri da camera mia.
C' erano la bambina-nuda-vietnamita-piangente che corre, il giovane davanti al carro armato in Piazza Tienamen, Anna Frank, un bimbo scheletrico dello Zaire
circondato da mosche, (retro copertina di una cassetta che ci fecero vedere alle elementari), la ragazza afgana con occhi antipaticamente vitrei,
un bimbo palestinese che tira una pietra contro carro armato israeliano e due torri gemelle siamesi separate da chirurgo di Al Qaeda.
Facevano un baccano terribile, così sono salito. La porta era aperta.
Tutti questi simboli erano fusi in un' esperienza orgiastica, avevano dato vita ad una Guernica di corpi, volti e morti intrecciate.

La new entry Iraniana Neda ha faticato a farsi accettare dagli altri simboli.
Tutti i vari simboli della repressione poliziesca, tutte le vittime delle guerre e delle dittature stavano lì a contendersi il primato di celebrità.
Quante volte negli anni '70 è stata proiettata in assemblee studentesche la foto della bambina vietnamita devastata dal napalm? Quante visualizzazioni ha avuto Neda su Youtube?

Il dramma del Darfur ha invitato molti altri drammi passati e presenti a cena.
C' erano il dramma della Birmania, del Tibet, dell' Iraq, dell' Afganistan, della Somalia, della Ex Iugoslavia, Hiroshima, Corea del Nord, Cambogia,Vietnam e altri migliaia.
Molti drammi hanno avuto successo cedendo i diritti televisivi a tv generaliste e satellitari, ma altre tragedie non sono mai riuscite a vendersi bene.

Finito di consultarsi con gli altri, il dramma del Darfur ha deciso di organizzare delle audizioni per trovare un volto, una foto simbolo del genocidio e della crisi umanitaria.
Le strade Sudanesi sono state invase da aspiranti 'simboli', code chilometriche .
Fotografi ed esperti di immagine e comunicazione hanno sottoposto a duri provini milioni di sudanesi.

Per cosa mi indignerò tra un mese?
Devo scegliere la guerra, la carestia che fa per me.
La mia personalità è più adatta alle battaglie anti-razzismo, alla prevenzione dell' AIDS, alla fame nel mondo?
Mi batterò contro il terrorismo fondamentalista? Mi dedicherò alla difesa dei valori delle democrazie occidentali oppure giustificherò Hamas?
Devo assolutamente trovare una tragedia che si abbini al colore delle mie scarpe.

Su Scaricabile N. 18!
e su Mamma!
postato da: tabagista1986 alle ore 14:31 | link | commenti (3)
categorie: satira, mamma, scarica-bile